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Chi desidera chiedere adesioni, partecipazione, proporre inviti e incontri, collaborazioni ai Comitati MAB e ad UNICO si deve prima procurare il
TICKET DI PARTECIPAZIONE
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AVVISO AI CITTADINI: se si desidera sapere cosa bisogna fare per fregiarsi del titolo di:
PATRIOTA
cliccate QUI

Stiamo preparando la pagina sulla S.I.A.E.
(Società Italiana Autori e Editori).

Dobbiamo capire se le TASSE, DIRITTI E TARIFFE SIAE sono una imposizione corporativa.
Cos'è la Siae?
Come nasce il potere impositivo di questo ente?
A chi vanno i soldi che incassa?
Si può ipotizzare un'azione per non pagare?
Se si, come fare?
E' vero che in Gran Bretagna chi suona dal vivo non paga nessun diritto d'autore???

SE HAI DELLE COSE DA FAR SAPERE, UTILI PER AIUTARCI A PREPARARE QUESTA PAGINA INVIACI UN MESSAGGIO A:
info@mabonline.eu
con oggetto:
"vertenza SIAE" (diffondi e fai sapere questa iniziativa tra i conoscenti musicisti, band, titolari di pubblici esercizi, ecc.)

LIBERIAMO I MERCATI GENERALI DAL PARASSITISMO DELLA BUROCRAZIA E DALLA INGERENZA DELLA POLITICA

Invia al Ministro dello Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani la richiesta di esautorare le società a capitale pubblico dalla gestione dei mercati generali affidandola direttamente agli operatori dei mercati

CLICCA QUI

Leggi la Newsletter sull'argomento

Leggi il Comunicato sulla liberalizzazione dei mercati

CUD - 730 - UNICO
NON FIRMARE
l'opzione del 5xmille nella Tua dichiarazione dei redditi.
Firmando contribuisci a far aumentare le tasse.
Non firmando aiuti il volontariato a migliorarsi.
Per sapere perchè non conviene firmare il 5xmille:
Scarica e leggi la lettera di UNICO - MAB ai commercialisti

AI ROTTAMAI, AI RACCOGLITORI DI SCARTI, AGLI OPERATORI DEL SETTORE DEGLI IMBALLAGGI, AI GIOVANI IN CERCA DI NUOVE ATTIVITA' DI IMPRESA DA AVVIARE:
Ora potete aprire una Stazione di Raccolta a Recupero di Rifiuti Speciali non pericolosi
Una opportunità da non mancare con l'entrata in vigore del T.U.A., D.lgs. 152/06
Consulta la pagina sulla stazione ecologica a recupero
Per maggiori informazioni scrivi a:
info@mabonline.eu

PROMUOVIAMO L'ARBITRATO
Professionisti, imprenditori, cittadini, inserite in tutti i contratti che stipulate o fate stipulare la clausola compromissoria. In tal modo nel caso di controversie sulla applicazione e interpretazione del contratto potrete ricorrere alla decisione arbitrale evitando di dover fare una causa civile dagli esiti incerti e dai tempi lunghi.
La clausola compromissoria può essere inserita nei contratti di appalto, negli atti di società ivi compresi quelli tra cooperative e soci, nei contratti di cessione di quote e di aziende, nei contratti di somministrazione, nei contratti di compravendita di beni immobili, mobili registrati e mobili.
Inserisci e fai inserire la clausola compromissoria, promuovi l'arbitrato

UNICO - MAB condivide l'agenda Giavazzi per i primi 100 giorni di governo della legislatura appena apertasi con le scorse elezioni del 9/10 aprile
Scarica l'agenda Giavazzi
 

Le pagine sono a cura del

“Comitato Nazionale per l'estensione delle funzioni notarili agli Avvocati ed ai Commercialisti”

Il Comitato è domiciliato presso il M.A.B. – Nuova Cittadinanza, presso il quale è detenuto in modo riservato l'elenco degli aderenti i quali sottoscrivono in forma anonima sotto il nome del Comitato medesimo al fine di evitare eventuali ritorsioni e, più in generale, ripercussioni negative a livello territoriale sul singolo professionista e sulla sua attività a causa del contenuto delle prese di posizione, delle iniziative e della attività del Comitato. L'elenco degli aderenti al Comitato – i quali non hanno autorizzato il Comitato ed il M.A.B. a trattare i propri dati anagrafi in banche dati, ad utilizzarli per fini diversi dalla iscrizione dell'adesione e di utilizzarli e/o fornirli all'esterno – nonché il nominativo del professionista autore di un testo presente nelle presenti pagine di mabonline, è a disposizione esclusivamente delle autorità che abbiano titolo di poterlo richiedere ed è sotto la consegna e la responsabilità del prof. ing. Francesco Iurlaro, responsabile delle relazioni esterne dell'associazione ospitante. Ogni richiesta afferente i nominativi dei componenti il Comitato e gli autori dei testi devono essere rivolti a: “Garante del Comitato Estensione Funzioni Notarili c/o MAB ing. Francesco Iurlaro – via Casimiro, 6 – 72100 – Brindisi (BR)” o tramite e-mail info@mabonline.org.

 

FACCIAMO CESSARE L'ASSURDO E MORTIFICANTE

MONOPOLIO DEI NOTAI:

BASTA NUMERO CHIUSO DELLE SEDI NOTARILI

APRIAMO LE FUNZIONI NOTARILI AGLI AVVOCATI ED AI COMMERCIALISTI

Perché ce l'ho a morte con i notai?

- Perché è umiliante dover ricorrere all'autentica della firma notarile per fare il passaggio di proprietà dell'autoveicolo. Questa incombenza della autentica notarile mi sembra una cosa dal sapore misto tra il feudale e il burocratico. Umiliante perché lo Stato non si fida dei suoi cittadini e del loro senso di responsabilità per la sottoscrizione di un documento semplice, di ogni giorno e di non grande delicatezza alla quale, per giunta, attende una categoria specializzata di professionisti che sono le agenzie di pratiche automobilistiche i quali sono trattati come inabili alla bisogna!!!

- Perché ho ripetuto non so più neanche per quante volte il concorso per notaio e mi fanno sentire come un incapace non avendolo mai superato; mi sono fatto un “cu…” così: ho studiato per tanti anni, poi la pratica presso lo studio notarile per poi sentirmi dire che probabilmente quello che mi mancava era altro, una bella parentela o una cara amicizia.

- Perché fare l'attesa dietro la stanza di un notaio è mortificante. Stare lì ore ed ore per avere un appuntamento o solo per consegnare delle carte per non parlare, poi, della stipula che per farla – dopo aver perso tanto tempo – ci metti non più di mezz'ora; ti porta un sentimento di annichilimento perché non ti senti più padrone del tuo tempo che ti viene inutilmente rubato. Sentimento che spesso ho condiviso con geometri, con commercialisti e con avvocati che dopo aver faticosamente e opportunamente realizzato e messo nero su bianco l'accordo tra le parti si vedono negare la possibilità di poterlo formalizzare poiché una legge illogica ed ingiusta glielo impedisce obbligandoli a ricorrere al notaio il cui compito si risolve in un atto feudale della apposizione del sigillo!

- Perché come imprenditore fallisco sempre nell'obiettivo che il mercato mi impone di ridurre i costi: ciò accade quando si tratta di dover fare atti in cui è richiesto l'intervento del notaio; un muro di gomma molto oneroso della burocrazia che in Italia non è un problema specifico degli enti pubblici ma che – come si vede - esiste anche nell'economia privata.

Questi “perché” sono solo delle lamentazioni paradossalmente ironiche che di per sé non mettono in discussione l'attuale assetto normativo della professione notarile. Infatti la disponibilità e la capacità organizzativa del notaio professionista che della venalità non ne fa una religione può risolvere l'85% dei problemi sollevati senza dover necessariamente pretendere la “morte” del notaio così come oggi lo conosciamo. Un altro 10% dei problemi – l'autentica notarile per i passaggi di proprietà degli autoveicoli – si risolve se finalmente i tre provvedimenti di legge varati per raggiungere l'abolizione di questo inutile orpello burocratico vengono resi operativi con buona pace della “resistenza”, degna di miglior causa, di una frangia, minoritaria per fortuna, del notariato. Il restante 5% del problema appartiene alla categoria del “non tutti i mali vengono per nuocere” per cui anche il nostro giovane notaio fallito riuscirà ad evolvere in virtù il patimento subito mettendo in evidenza in altre attività le sue capacità che il notariato non ha saputo comprendere.

Invece noi abbiamo il dovere di andare oltre le lamentazioni, il vissuto personale e l'ironia e guardare invece le cose non da un angolo visuale della convenienza contingente bensì dell'interesse della coesione della nazione.

Dal privilegio alla competizione: la nuova coesione sociale.

Bene se abbiamo come via maestra tale supremo interesse sappiamo che la coesione sociale non può più basarsi – come è stato sino ad oggi – sulla somma di cointeressenze corporative tra le classi dirigenti del Paese. La corporazione porta privilegio, il privilegio porta alla rendita, la rendita sviluppa il parassitismo ed il parassitismo è il nemico “numero uno” della innovazione e della competitività ammazzando le potenzialità di sviluppo economico della nazione che si manifesta tramite la concorrenza che è un valore di “pari possibilità e non discriminazione tra i cittadini”. A questo punto subentra il “dato politico”: l'abnorme privilegio del notariato realizza la formazione di una lobby conservatrice contraria allo sviluppo economico della nazione ed alle riforme che tale sviluppo richiede. La potenza del notariato crea “sistema” in quanto si allea in modo naturale con tutti gli altri gruppi destinatari e, pertanto, difensori di un privilegio: l'ordine dei giornalisti, i farmacisti, ecc. costituendo un fattore di “equilibrio” per la tenuta dei poteri economici monopolistici (Eni, sistema delle banche, ecc.).

E' per questa ragione “politica” nell'interesse della nazione che si richiede di porre fine al numero chiuso ed alla riserva di legge dei notai le cui funzioni devono e possono essere estese a tutti gli operatori del diritto (avvocati e commercialisti, quest'ultimi in relazione al diritto societario).

Precisamente gli avvocati che intendono specializzarsi nei contratti, arbitrati e transazioni potranno tranquillamente procedere poi direttamente, alla trascrizione delle formalità riguardanti i trasferimenti di diritti reali sugli immobili nonché alla redazione del documento ai fini della medesima trascrizione, senza dover ricorrere ad un altro professionista. Essi potranno redigere e trascrivere l'atto che modifica il regime patrimoniale della famiglia o della coppia di fatto. Parimenti essi potranno procedere alla redazione e trascrizione nei pubblici uffici degli atti, conferimenti in natura compresi, riguardanti la costituzione, modificazione e scioglimento delle società, le cessioni delle quote societarie e le cessioni di aziende.

L'estensione ai commercialisti delle funzioni, oggi riservate ai notai, riguarda proprio questi ultimi tipi di atti riguardanti le società, le quote societarie e le aziende: trattandosi di un ambito intimamente connesso con l'attività di consulenza e di gestione svolta dal commercialista non ha senso che lo stesso commercialista – con esclusivo riguardo a questo tipo di atti – debba ricorrere ad un altro professionista per poter svolgere compiutamente l'attività professionale.

Ovviamente la figura del notaio resta con poche particolari specifiche competenze (pensiamo al discorso dei testamenti o di specifiche e particolari tipologie di autentiche) nell'ambito degli operatori del diritto ma con un profilo di specializzazione non indirizzata alle liti bensì di esperto ai contratti.

Il dato storico.

La privativa notarile ed il conseguente “numero chiuso” delle sedi di notaio per numero di abitanti non trae origine da un presupposto “biologico” cioè necessario (la funzione notarile come noi la conosciamo esiste solo in Italia essendo un unico mondiale: basti pensare che vi sono paesi industrializzati e progrediti dove la professione del notaio non è prevista affatto) bensì nasce dalle contingenze specifiche – e per questo irripetibili ai giorni nostri – del periodo storico, tra gli anni venti e trenta del secolo scorso, in cui l'attività notarile per come noi oggi la conosciamo è stata regolamentata dal Legislatore.

Le ragioni che indussero il legislatore dell'epoca ad avere tanto riguardo verso il notariato furono: a) l'elevatissima ignoranza accompagnata da un dilagante analfabetismo che rendeva precario l'esercizio della proprietà e dei titoli ad una tale livello da sfociare in problemi di ordine pubblico economico così che lo Stato aveva la necessità di restituire certezza alla pericolante fede pubblica mediante la individuazione di una categoria quanto più possibile super partes a cui i sudditi potevano prestare fiducia sapendo di essere ben consigliati indipendentemente dalla loro condizione sociale e personale e dal grado di comprensione del soggetto poiché per lui faceva fede il notaio.

b) la precarietà della funzione statale della pubblicità legale degli atti e della loro concreta conoscibilità per cui vi era la necessità della garanzia offerta da un professionista che conservasse gli originali dei contratti.

c) la necessità di combattere il malcostume della “legge dai da te” in tempi in cui più che i diritti ed i doveri sanciti dalla legge dello Stato contavano i mediatori di piazza che rappresentavano il potere effettivo esercitato per conto dei potentati locali (mafia, padrone o barone) e che lo Stato – al fine di dare certezza alle posizioni patrimoniali - intendeva eliminare per cui, alla bisogna, creò una categoria professionale che pur interessandosi dei contratti privati stipulati tra i cittadini era delegata di una funzione pubblica e che rispondeva direttamente all'autorità statale.

La realtà attuale: il notariato, un potere che non trova giustificazione nello Stato di diritto.

Oggi queste “fotografie” ormai ingiallite di un mondo che non c'è più fanno addirittura sorridere facendo tornare il pensiero a questioni che ormai si leggono solo sui libri di storia privi di ogni interesse attuale ed alla enorme quantità di acqua che è passata sotto i ponti della società italiana. Insomma nessuna delle ragioni di fatto per cui si rese necessario a suo tempo creare il numero chiuso e la privativa delle funzioni dei notai si impone ai tempi nostri per cui se fosse per l'analfabetismo imperante, per i mediatori di piazza e per una precaria pratica della pubblicità legale degli atti, sia delle sedi a numero chiuso notarili e sia della riserva di funzioni in favore dei notai se ne potrebbe fare tranquillamente a meno senza che la nazione, la società, l'economia, la cultura, il diritto e la sua certezza, la legalità, le istituzioni e quant'altro ne abbiano a soffrire un sia pur minimo pregiudizio.

Oggi la questione si pone in altri termini.

La “casta” dei notai consapevoli che il loro attuale assetto professionale non si giustifica più assumendo sempre più un sembiante di odioso privilegio, hanno a mano a mano nel tempo elaborato un pensiero teso a mantenere inalterata l'importanza e la necessità del notariato, agli occhi dell'opinione pubblica italiana, una vera e propria “ideologia” di classe finalizzata a mantenere inalterata una condizione di ingiusto sfruttamento da parte di un piccolo numero di uomini su tutti gli altri componenti della società.

In concreto non vi sono motivi di interesse sociale, non sussistono ragioni fondate sul bene comune e non vi è alcun interesse pubblico per mantenere il numero chiuso delle sedi notarili e la riserva di funzione in favore dei notai: ogni ragione addotta per difendere l'attuale assetto del notariato (la riservatezza dei comportamenti e dei fatti, la certezza degli atti e dei diritti, l'indipendenza dello stipulante, la sua alta professionalità, ecc. ecc.) è solo espressione simulata della tutela, fine concretamente voluto, di interessi squisitamente privatistici, particolari e corporativi.

In realtà oggi l'assetto del notariato in Italia è una vera e propria “mano morta”. Ogni notaio ha una enorme capacità di reddito concentrata in una sola mano; reddito che poi si trasforma in capitale finanziario con scarsissime ricadute sull'economia nazionale restando pregiudicata per il drenaggio costante effettuato dagli appena 4000 notai (su una nazione di 56 milioni di abitanti) che intercettano ed incassano il 2% del valore delle transazioni dell'intera nazione. Tale reddito se spalmato su una platea più ampia di professionisti comporterebbe una riduzione dei costi per le imprese e per le famiglie grazie alla riduzione dei costi delle prestazioni in conseguenza della maggiore concorrenza che, oggi, è anche il meccanismo migliore per ottenere l'obiettivo della maggiore professionalità e competenza nell'erogazione delle prestazioni; grazie alla spalmatura del reddito tra più professionisti beneficiari si ottiene una maggiore capacità di spesa di un numero maggiore di famiglie italiane e una minore sperequazione nella distribuzione della ricchezza. Il tutto con incommensurabili benefici per il mercato e l'economia italiane.

Il notariato italiano, per mezzo del particolare privilegio ordinistico di cui gode, finisce con l'esprimere un vero e proprio potere non solo sotto il profilo economico; potere che può influenzare in modo non trasparente gli assetti politici e le scelte del Parlamento. Una democrazia liberale quale pretende di essere quella italiana non ha nessun motivo ed interesse a tenere nel suo seno un siffatto potentato monopolistico che, per la naturale logica della preservazione delle posizioni dominanti o di privilegio che dir si voglia, tende a “fare sistema” per cui tende ad interporre tutti i suoi buoni uffici, coperti o trasparenti che siano non importa, per far si che tutto l'attuale assetto chiuso delle professioni e il connesso assetto dello studio e della formazione universitaria, fondata sul ruolo pubblico impiegatizio dei professori, non siano modificati aprendo, come è invece urgente fare, alla innovazione ed alla libera competizione; un potere che si esplica come la classica “spada di Damocle” che irretisce ogni impegno o azione intesa ad avviare le riforme necessarie allo sviluppo della nazione tra cui spiccano prime per indifferibilità proprio quelle che il notariato non vuole vedendole come un pericolo per il mantenimento del suo monopolio professionale.

E' QUESTA LA RAGIONE PER CUI SI RENDE NECESSARIO L'ABOLIZIONE DEL NUMERO CHIUSO DELLE SEDI NOTARILI E DI ESTENDERE AD AVVOCATI E COMMERCIALISTI LE ATTRIBUZIONI SINO AD OGGI RISERVATE AI NOTAI: NON POSSIAMO PERMETTERCI DI CONTINUARE A TENERE ALL'INTERNO DEL TESSUTO SOCIALE ED ECONOMICO DELLA NAZIONE UNA PROFESSIONE STRUTTURATA COME UN VERO E PROPRIO CENTRO DI POTERE DOVENDOSI RICONDURRE AD UNA PROFESSIONE NORMALE ED APERTA COME TUTTE LE ALTRE OPERANTI IN ITALIA ED IN EUROPA.

 

I DOCUMENTI DEL COMITATO

Comunicato Stampa 27 marzo 2006 sull'estenzione delle funzioni notarili

Lettera di UNICO - MAB all'AIGA (Associazione Italiana Giovani Avvocati)

Comunicazione della costituzione del Comitato Nazionale per l'Estensione delle Funzioni Notarili

Lettera circolare agli iscritti agli ordini degli avvocati e dei commercialisti (in fase di redazione)

Articolo sul Sole 24 Ore del 04/05/2006 "Effetti a cascata della censura ai CAF"

INIZIATIVE DEL COMITATO, DEI REFERENTI LOCALI, DEI COLLEGHI

 


 
 
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